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AGGIORNAMENTO N.66 DEL 10/10/2025

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Aggiornamento n. 66

PRINCIPALI NOVITA’

Si segnala, tra l’altro:

 

NORMATIVA

D.l. n. 84 del 17 giugno 2025, convertito in legge con modificazioni dalla l. n. 108 del 30 luglio 2025

Art. 1, comma 1 bis:

con tale disposizione, il legislatore, interpretato, autenticamente, l’art. 67, comma 1, del d.P.R. n. 917 del 1986, chiarendo che la concessione in usufrutto o la costituzione di altri diritti reali di godimento:

– costituisce reddito diverso imponibile, ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. h), del d.P.R. n. 917 del 1986, l’ipotesi in cui il disponente mantiene un diritti reale sull’immobile oggetto dell’atto;

– costituisce plusvalenza tassabile, ai sensi delle lett. b) e b-bis), l’ipotesi in cui il disponente si spogli, contestualmente e integralmente, di ogni diritto reale sul bene.

MODELLI

In Argilla IUS sono stati inseriti:

° 15 nuovi modelli aventi a oggetto:

 

– il trasferimento di diritto reale;

– la costituzione di usufrutto/uso/abitazione;

– la costituzione di superficie;

– la costituzione di servitù;

– l’accertamento di usucapione.

 

attuati con l’accordo di conciliazione, conclusivo del procedimento di mediazione, e formalizzati:

 

– con atto unico, contenente sia il verbale di chiusura del procedimento di mediazione, sia l’accordo di conciliazione;

– con l’atto esecutivo degli obblighi assunti con l’accordo di conciliazione;

– con l’atto ripetitivo dell’accordo di conciliazione.

 

(15 modelli aggiunti)

Inoltre, su richiesta di un utente è stato aggiunto il modello della donazione di denaro.

(1 modello aggiunti)

GIURISPRUDENZA

DIRITTO CIVILE

 

Cass. Civ., I, 16 settembre 2024 n. 24732 (ord.)

In tema di designazione dell’amministratore di sostegno, nel caso in cui il soggetto designato sia un familiare, la mera sussistenza di un conflitto endofamiliare non giustifica, di per sé, la possibilità per il giudice di disattendere la designazione, occorrendo verificare e motivare adeguatamente in quali termini tale conflitto può integrare un grave motivo, ai sensi dell’art. 408 cod. civ..

(1 commento modificato)

 

Cass. Civ., III, 18 marzo 2025 n. 7200

La finzione di avveramento non trova applicazione alle condizioni potestative semplici o improprie, anche ove si tratti di condizione di adempimento.

(1 commento modificato)

 

Cass. Civ., II, 10 aprile 2025 n. 9397

 

L’onere apposto a una donazione con il quale si impone di corrispondere, al momento della morte del donante, la metà del valore della donazione a un terzo è un onere legittimo, che non contrasta con il divieto dei patti successori, in quanto il momento della morte non è causa dell’attribuzione al terzo, ma incide esclusivamente sull’efficacia della stessa attribuzione.

(8 commenti modificati)

 

Cass. Civ., II, 19 aprile 2025 n. 10363

La clausola del regolamento condominiale che esonera il costruttore/venditore a sostenere le spese condominiali sino all’avvenuta vendita o locazione di tutte le unità immobiliari è legittima e la relativa previsione del regolamento condominiale costituisce una deroga del riparto proporzionale ex art. 1123 cod. civ., avente natura contrattuale che, in quanto tale, può essere modificata solo con il consenso di tutti i condomini.

(1 commento modificato)

Cass. Civ., II, 22 aprile 2025 n. 10499

Laddove il mancato rilascio del certificato di agibilità sia dipeso dalla mancata attivazione della pratica amministrativa volta a ottenerne il rilascio e non da carenze di natura sostanziale, strutturali e funzionali, l’inadempimento del venditore incide sulla sola necessità di doverne curare la pratica, con la sopportazione dei relativi oneri economici.

(22 commenti modificati)

 

Cass. Civ., I, 9 maggio 2025 n. 12247 (ord.)

Il creditore di uno dei coniugi non può proporre l’azione di simulazione avverso l’atto di costituzione del fondo patrimoniale al fine di soddisfarsi dei beni in esso conferiti, in quanto il conferimento di un bene in fondo patrimoniale non determina, di per sè, una divergenza tra gli effetti voluti tra le parti e gli effetti tipici del negozio e, conseguentemente, la sottrazione del bene alla garanzia generica rappresentata dal patrimonio del debitore al fine di destinare il bene ai bisogni della famiglia è assoggettabile alla sola azione revocatoria.

 

(5 commenti modificati)

 

Cass. Civ., II, 22 maggio 2025 n. 15301

Il rappresentante generale a cui sia attribuito anche il potere di accettare le eredità, senza che sia limitato tale ultimo potere alla sola accettazione con beneficio di inventario, in ragione del disposto di cui all’art. 474 cod. civ., può accettare le eredità anche tacitamente, essendo applicabili anche gli artt. 476 e 477 cod. civ..

(1 commento aggiunto)

 

Cass Civ., I, 5 giugno 2025 n. 15055

 

In tema di amministrazione di sostegno, il giudice deve attenersi alla designazione effettuata dal beneficiario nell’atto notarile, salva la presenza di gravi motivi che possano mettere in serio dubbio la fiducia nelle capacità del designato a svolgere le mansioni dell’ufficio; gravi motivi che devono essere oggettivamente accertati e adeguatamente motivati nel provvedimento.

 

(1 commento aggiunto)

Cass. Civ., I, 22 giugno 2025 n. 16689

La sanatoria dell’invalidità della fusione in esito alle iscrizioni nel Registro delle Imprese, di cui all’art. 2504 quater, comma 1, cod. civ., attiene qualunque vizio o irregolarità del procedimento, incluso quello dell’esecuzione dell’operazione di fusione in pendenza dell’opposizione del creditore.

(2 commenti modificati)

Cass. Civ., I, 24 giugno 2025 n. 16909

In tema di fondo patrimoniale, rientrano tra le obbligazioni contratte per soddisfare i bisogni della famiglia anche le fideiussioni prestate in favore della società, in quanto il reddito generato dalla società è destinato a incrementare il benessere della famiglia.

(5 commenti modificati)

Tribunale di Pescara, 24 giugno 2025 r.g. n. 947/2025

Poichè all’apertura della successione l’erede acquista la proprietà dell’immobile già gravato dal diritto di abitazione del coniuge superstite, ex art. 540, comma 2, cod. civ., non trova applicazione rispetto a tale legato ex lege l’art. 2644 cod. civ., non potendosi verificare l’acquisto dal medesimo autore di diritti confliggenti, e conseguentemente, tale legato non è trascrivibile.

(7 commenti modificati)

Cass. Civ., S.U., 2 luglio 2025 n. 17876

In tema di procura alle liti, trattandosi di atto prodromico al processo, la mancata traduzione in lingua italiana, anche nei casi di legalizzazione o applicazione di convenzioni internazionali, non costituisce causa di nullità dell’atto.

(2 commenti modificati)

 

Cass. Civ., II, 3 luglio 2025 n. 18056

Il legittimario che ha ricevuto una donazione dal de cuius può validamente rinunciare all’eredità dello stesso, senza la necessità di erigere l’inventario, in quanto l’atto di donazione ha effetti traslativi immediati e, pertanto, il possesso dei beni donati non può considerarsi quale possesso dei beni ereditari.

(2 commenti modificati)

 

Cass. Civ., III 14 luglio 2025 n. 19334

Ai fini della validità del preliminare non è necessaria l’indicazione completa di tutti gli elementi del futuro contratto, ma è sufficiente l’accordo delle parti sugli elementi essenziali. In particolare, nel preliminare di vendita di un bene immobile, l’indicazione del bene oggetto del futuro trasferimento della proprietà può essere anche incompleta e mancare dei dati catastali e degli altri elementi distintivi del bene, purché sia certo che le parti abbiano inteso riferirsi a un bene determinato o determinabile.

(1 commento modificato)

 

Cass. Civ., II, 18 luglio 2025 n. 20186

Poichè il vincolo pertinenziale postula l’esclusività della funzione accessoria di un bene rispetto a un altro, ove il bene sia adibito contemporaneamente a servizio di più beni appartenenti a soggetti diversi, non si configura una pertinenza ma un caso di comproprietà di un bene accessorio, o di servitù imposta su di esso.

(32 note aggiunte)

 

Cass. Civ., I, 21 luglio 2025 n. 20332

In tema di comunione legale dei beni, la partecipazione all’atto del coniuge non acquirente si pone come condizione necessaria, ma non sufficiente, per l’esclusione del bene dalla comunione legale, occorrendo, a tale fine, non solo il concorde riconoscimento da parte dei coniugi della natura personale del bene medesimo, ma anche l’effettiva sussistenza di una delle cause di esclusione dalla comunione.

(1 commento modificato)

 

Cass. Civ., S.U., 11 agosto 2025 n. 29093

La rinuncia alla proprietà immobiliare è atto unilaterale e non recettizio, la cui funzione tipica è soltanto quella di dismettere il diritto, in quanto modalità di esercizio e di attuazione della facoltà di disporre della cosa accordata dall’art. 832 cod. civ., che produce ex lege l’effetto riflesso dell’acquisto dello Stato a titolo originario, in forza dell’art. 827 cod. civ., quale conseguenza della situazione di fatto della vacanza del bene.

Allorché la rinuncia alla proprietà immobiliare appaia animata da un «fine egoistico», non può comprendersi tra i possibili margini di intervento del giudice un rilievo di nullità virtuale per contrasto con il precetto dell’art. 42, secondo comma, Cost., o di nullità per illiceità della causa o del motivo.

(2 commenti modificati)

 

Cass. Civ., II, 14 agosto 2025 n. 23309

Poichè il rapporto possessorio presuppone la capacità naturale di agire del soggetto, il fatto obbiettivo del possesso dei beni ereditari è presupposto necessario, ma non sufficiente ai fini della realizzazione dell’acquisto legale ex art. 485 cod. civ., occorrendo, altresì, che il chiamato sia capace di intendere e volere.

 

(2 commenti modificati)

DIRITTO COMMERCIALE

 

Cass. Civ., I, 28 maggio 2025 n. 14286

Nonostante il silenzio del codice civile, la clausola simul stabunt simul cadent può trovare applicazione anche al Consiglio di Sorveglianza delle s.p.a. nel sistema dualistico.

 

(1 clausola e 1 nota aggiunta)

 

Cass. Civ., I, 5 giugno 2025 n. 15087

Il recesso dalla s.p.a. costituisce un negozio giuridico unilaterale recettizio che produce i suoi effetti nel momento in cui viene portato a conoscenza della società ed è subordinato alla condizione risolutiva rappresentata, alternativamente, dall’intervento della revoca della delibera che lo legittima o dalla delibera di scioglimento della società.

(1 commento aggiunto)

Cass. Civ., IV, 26 giugno 2025 n. 17201

 

In tema di cessione di ramo d’azienda, il ramo d’azienda rilevante ex art. 2112 cod. civ. deve pur sempre rispettare la nozione di impresa e, pertanto, deve avere un’autonomia funzionale idonea a consentire lo svolgimento ex se dell’attività imprenditoriale sul mercato e, quindi, anche verso i terzi e non solo verso il cedente.

(6 note aggiunte)

Cass. Civ.,II, 5 agosto 2025 n. 22651

In tema di alienazione di immobili a uso abitativo, il rilascio del certificato di abitabilità è requisito indispensabile, in quanto incide sull’attitudine del bene a realizzare gli interessi perseguiti dai contraenti, e, pertanto, la sua mancanza può giustificare il rifiuto di adempiere, dovendo il giudice valutare, a seconda delle circostanze del caso concreto, se sia integrata un’ipotesi di vendita aliud pro alio,, di vizio per mancanza delle qualità essenziali, o se l’inadempimento risulti non grave.

(2 commenti modificati)

Cass. Civ., V, 8 agosto 2025 n. 22891

Nel caso in cui l’alienante abbia eretto il fabbricato su un suolo altrui, il termine quinquennale decorso il quale non si determina la plusvalenza, decorre non dal momento dell’erezione del fabbricato, ma dal momento dell’acquisto dell’area di terreno, in quanto, in virtù del principio dell’accessione di cui all’art. 934 cod. civ., tale fabbricato diviene del proprietario del suolo.

(62 commenti modificati)

DIRITTO TRIBUTARIO

 

Cass. Civ., V, 7 marzo 2025 n. 6178

 

In mancanza di una specifica disposizione tributaria, la nozione di pertinenza deve essere tratta dalla nozione generale di cui all’art. 817 cod. civ.; in tale ottica, in tema di agevolazioni per la proprietà contadina non assume rilievo l’insistenza della pertinenza sul terreno agricolo oggetto della cessione.

(414 note modificate)

 

Cass. Civ., V, 5 maggio 2025 n. 11786

 

In tema di plusvalenza derivante dalla cessione a tiolo oneroso di un’unità immobiliare urbana acquistata da meno di cinque anni, il requisito della destinazione dell’immobile a abitazione principale prescinde dalle risultanze anagrafiche, sicché sia il contribuente che l’amministrazione finanziaria possono fornire elementi probatori volti a dimostrare il luogo di dimora abituale del contribuente.

(10 note modificate)

Cass. Civ., V, 5 maggio 2025 n. 11749

 

Stante l’assenza di natura finanziaria e creditizia, le cessioni di credito a scopo di garanzia delle obbligazioni derivanti da contratti di finanziamento non beneficiano dell’imposta sostitutiva di cui agli artt. 15 e 17 d.P.R. n. 601 del 1973, ma scontano l’imposta di registro nella misura dello 0,5%, ai sensi dell’art. 6, Tariffa, Parte Prima, d.P.R. n. 131 del 1986.

(2 commenti modificati)

Cass. Civ., V, 10 giugno 2025 n. 15422

 

In tema di acquisto, con le agevolazioni prima casa, di due unità immobiliari da fondersi, poiché sino alla scadenza del termine entro il quale deve intervenire la fusione l’Agenzia delle Entrate non può irrogare la scadenza dell’agevolazione, è dalla scadenza di tale ultimo termine che decorre il termine di decadenza di cui all’art. 76 d.P.R. n. 131 del 1986.

 

(22 commenti modificati)

 

Cass. Civ., V, 6 maggio 2025 n. 11842

In tema di contratto a favore di terzo, la responsabilità tributaria conseguente alla decadenza dalle agevolazioni prima casa ricade anche sul terzo beneficiario dell’acquisto, pur non essendo questi parte del contratto.

(124 note modificate)

 

Cass. Civ., V, 14 maggio 2025 n. 12873

 

Ai fini della determinazione dell’imposta ipotecaria in caso di permuta, in applicazione del criterio di cui al combinato disposto dell’art. 2 d.lgs. n. 347 del 1990 e dell’art. 43 d.P.R. n. 131 del 1986, la base imponibile va individuata tenendo conto del valore del bene che da luogo all’imposta maggiore, a prescindere se quel valore coincida o meno con quello più alto ai fini dell’imposta di registro.

(3 commenti modificati)

 

Cass. Civ., V, 11 giugno 2025 n. 15443

In tema di imposta di registro, la presunzione di cui all’art. 34 d.P.R. n. 131 del 1986, in ragione del quale la divisione con la quale a un condividente sono assegnati beni per un valore complessivo eccedente quello a lui spettante sulla massa comune, è considerata vendita limitatamente alla parte eccedente, trova applicazione anche in tema di assegnazione dell’unico immobile non divisibile, ex art. 720 cod. civ.

 

(4 commenti modificati)

 

Cass. Civ., V, 12 giugno 2025 n. 15614

In tema di imposta di registro, l’imposta proporzionale sull’importo della caparra confirmatoria deve essere scontata, sia nell’ipotesi in cui la caparra confirmatoria venga versata contestualmente alla stipula del negozio, sia nell’ipotesi in cui si preveda che la caparra sia versata in un momento successivo, in quanto, ai sensi dell’art. 10, Tariffa, Parte Prima, allegata al d.P.R. n. 131 del 1986, il presupposto dell’imposta è legato alla mera previsione della caparra, essendo, invece, indifferente il momento dell’effettiva corresponsione.

(17 commenti modificati)

Cass. Civ., V, 21 giugno 2025 n. 16643

 

In tema di agevolazioni prima casa, in caso di decadenza dall’agevolazione invocata in conseguenza della riclassificazione catastale postuma dell’immobile, poiché al momento dell’acquisto sussistevano in presupposti per invocare l’agevolazione prima casa e, pertanto, non sussiste il dolo o la colpa del contribuente, allo stesso contribuente non possono essere applicate le sanzioni.

(171 note modificate)

 

Cass. Civ., V, 1 luglio 2025 n. 17741

Al fine di determinare se una partecipazione in società di capitali possa ritenersi qualificata, devono essere prese in considerazione anche le partecipazioni detenute in nuda proprietà.

(4 commenti modificati)

 

Cass. Civ., V, 4 luglio 2025 n. 18320

In tema di cessione d’azienda, dalla base imponibile non possono essere detratti i debiti che la società cedente ha nei confronti dello stesso cessionario, in quanto l’accollo di tali debiti rappresenta un modalità di pagamento del corrispettivo.

 

(3 commenti modificati)

 

Cass. Civ., V, 7 luglio 2025 n. 18512

 

In tema di imposta di donazione, il contribuente che intende avvalersi del disposto dell’art. 52, comma 4, d.P.R. n. 131 del 1986 ha l’onere di indicare analiticamente il valore di ogni singolo immobile al fine di consentire all’amministrazione finanziaria di controllare la corrispondenza del valore di ciascun immobile ai parametri di valutazione automatica.

(5 commenti modificati)

 

Cass. Civ., V, 27 luglio 2025 n. 21566

Cass. Civ., V, 28 luglio 2025 n.21638

 

In tema di cessione d’azienda, l’accollo da parte del cessionario dei debiti afferenti il T.f.r. dei lavoratori, in quanto passività inerente all’azienda ceduta, non rientra nella base imponibile ai fini dell’imposta di registro.

 

(3 commenti modificati)

Cass. Civ., V, 31 luglio 2025 n. 22149

In tema di imposta ipotecaria e catastale, in forza del combinato disposto degli artt. 43, 51 e 52, d.P.R. n. 131 del 1986 e degli artt. 2 e 10 d.Lgs. n. 347 del 1990, la determinazione della base imponibile deve avvenire sulla scorta del valore venale del bene e non del corrispettivo dovuto dal cedente, senza che rilevi in contrario la circostanza che la vendita dell’immobile sia assoggettata ad I.V.A. e non a imposta di registro.

(11 note modificate)

 

NOTARIATO

 

Cass. Civ., II, 15 aprile 2025 n. 9868

 

In tema di responsabilità disciplinare del notaio che riceve un atto affetto da nullità ex art. 29, comma 1 ter, l n. 52 del 1985, poiché l’illecito disciplinare ha carattere istantaneo e si consuma con la stipula dell’atto, la sopravvenuta eliminazione della causa di nullità non incide sulla consumazione dell’illecito, ma assume rilevanza solo ai fini della valutazione della gravità della condotta.

(1 commento modificato)

PRASSI AMMINISTRATIVA

Risposta dell’Agenzia delle Entrate a interpello n. 122 del 29 aprile 2025

In tema di plusvalenza a seguito della cessione a titolo oneroso di beni immobili oggetto degli interventi agevolati di cui all’articolo 119 del decreto Rilancio (c.d. superbonus), la plusvalenza è connessa alla fruizione del beneficio fiscale, con la conseguenza che, se si determina un’ipotesi di decadenza da tale beneficio, non trova applicazione il disposto dell’art. 67, comma 1, lett. b­bis), d.P.R. n. 917 del 1986.

(18 commenti modificati)

 

Risposta dell’Agenzia delle Entrate a Interpello n. 126 del 30 aprile 2025

In tema di affitto di ramo d’azienda con pagamento dell’imposta di registro in misura proporzionale, ai sensi dell’art. 35, comma 10 quater, d.l. n. 223 del 2006, nel caso in cui il contribuente opti per il pagamento dell’imposta proporzionale di registro per la sola prima annualità dell’affitto del ramo d’azienda, in occasione delle scadenze delle successive annualità, deve corrispondere solo l’imposta in misura proporzionale sulla parte immobiliare, e non, nuovamente, l’imposta fissa, essendo quest’ultima un’imposta d’atto.

 

(8 note modificate)

 

Risposta dell’Agenzia delle Entrate a Interpello n. 127 del 5 maggio 2025

Con la risposta in oggetto, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che, se al momento dell’entrata in vigore dell’art. 1, comma 116, l. n. 207 del 2024, il quale ha elevato da uno a due anni il termine per alienare l’immobile agevolato preposseduto, ai sensi del comma 4 bis della nota II bis, art. 1, Tariffa, Parte I, allegata al d.P.R. n. 131 del 1986, era ancora in corso il termine per alienare l’immobile preposseduto, il nuovo termine biennale trova applicazione anche a tali alienazioni.

(37 note modificate)

 

Risposta dell’Agenzia delle Entrate a Interpello n. 137 del 20 maggio 2025

La rivendita di un immobile che ha fruito del Superbonus in quanto acquistato dall’impresa che ha realizzato gli interventi di riduzione del rischio sismico mediante la demolizione e ricostruzione dell’edificio non rientra nell’ambito applicativo dell’art. 67, comma 1, lett. b-bis, d.lgs. n. 917 del 1986 in quanto la plusvalenza ivi disciplinata ha a oggetto soltanto la prima cessione degli immobili.

(18 commenti modificati)

 

Risposta dell’Agenzia delle Entrate a Interpello n. 153 dell’11 giugno 2025

 

La rivendita dell’immobile prima che siano decorsi cinque anni dall’acquisto della quota del coniuge in sede di separazione e divorzio, anche se tale acquisto sia avvenuto senza la previsione di un corrispettivo, determina, ai sensi dell’art. 68 d.P.R. n. 917 del 1986, una plusvalenza imponibile corrispondente alla differenza tra la quota parte del corrispettivo percepito in sede di rivendita e il valore della quota trasferita, così come indicata nell’atto di acquisto, aumentato di ogni costo inerente all’immobile medesimo.

(1 nota aggiunta)

 

Risposta dell’Agenzia delle Entrate a Interpello n. 197 dell’30 luglio 2025

 

In tema di credito di imposta, anche nell’ipotesi in cui il riacquisto della nuova prima casa precede l’alienazione dell’abitazione preposseduta, il maggior termine di due anni per la rivendita non pregiudica il diritto al credito d’imposta per il nuovo acquisto, a condizione che l’immobile agevolato preposseduto venga alienato entro il termine di due anni dal nuovo acquisto.

 

(22 note aggiunte)

 

Risposta dell’Agenzia delle Entrate a Interpello n. 2025 del 6 agosto 2025

 

Con la risposta in oggetto, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che la costituzione di un diritto di superficie ai fini della realizzazione di un impianto agrivoltaico- il quale consente la continuazione dello svolgimento dell’attività agricola -, non comporta la decadenza dalle agevolazioni fiscali invocate con la costituzione del compendio unico, nel caso in cui la redditività di tale compendio non scenda al di sotto del livello minimo di redditività prescritto e purchè non venga meno la coltivazione del fondo sul quale è costituito il diritto di superficie.

 

(12 note aggiunte)

 

Risposta dell’Agenzia delle Entrate a Interpello n. 225 del 21 agosto 2025

In tema di scissioni mediante scorporo in favore di beneficiarie preesistenti, non trova applicazione il regime di neutralità fiscale di cui all’art. 173, comma 10, d.P.R. n. 917 del 1986.

(2 commenti modificati)

 

Risposta dell’Agenzia delle Entrate a Interpello n. 230 del 3 settembre 2025

Con l’interpello in esame l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che i termini di sospensione di cui all’art. 24 d.l. n. 23 del 2020, trovano applicazione anche al termine di trenta mesi, prescritto dall’ art. 119, comma 10 ter, d.l. 34 del 2020, per trasferire la residenza nell’immobile interessato dai lavori superbonus.

(8 commenti modificati)

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